APOLLONIO RODIO (295-230 a.C. circa)

Le Argonautiche

 

 

Testo di riferimento: Apollonio Rodio, Le Argonautiche. Traduzione di Guido Paduano. Introduzione e commento di Guido Paduano e Massimo Fusillo. Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1986.

 

 

I, 721-722, 725-727: lo splendente mantello di porpora di Giasone.

L’eroe si fissò sulla spalle l’ampio mantello di porpora,/ opera della dea Tritonide, Pallade Atena:/ …Più facile sarebbe stato fissare gli occhi/ nel sole nascente che nello splendore del manto,/ fulgido rosso nel mezzo, coi bordi purpurei,…

 

II, 919-920: elmi con creste di porpora.

attorno al suo capo/ splendeva l’elmo coi quattro cimieri e la cresta di porpora.

 

V, 422-428: la tunica purpurea d’Issipile.

gli offrirono molti doni ospitali/ e tra essi anche la tunica sacra d’Issipile,/ purpurea. La tesserono un tempo le Grazie,/ per Dioniso, all’isola Dia, e Dioniso ne fece dono/ più tardi al figlio Toante, e Toante la lasciò a Issipile,/ e lei la diede a Giasone, splendido dono ospitale,/ insieme a molti altri.

 

IV, 916-919: il promontorio di Lilibeo dimora di Bute.

Subito le Sirene gli [a Bite] avrebbe tolto il ritorno,/ ma Afrodite, la dea protettrice di Erice, ebbe pietà:/ gli venne incontro benigna, lo salvò strappandolo ai gorghi,/ e gli assegnò il promontorio di Lilibeo per dimora.


 

 

IV, 1661-1662: il peplo purpureo di Medea.

Ella [Medea] tirò sulle gote,/ da ambo le parti, lembi del peplo purpureo...


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